30 gennaio 2015

I GIORNI DELLA MERLA

Con l'espressione “Giorni della Merla” siamo soliti identificare le tre giornate più fredde dell'anno che, secondo la tradizione, cadono il 29, 30 e 31 gennaio. Si tratta di una tradizione che non ha una provenienza accertata. Per alcuni questa espressione ha avuto origine da un leggendario episodio in cui una merla di colore bianco con i suoi piccoli uccellini, per ripararsi dal grande freddo si rifugiò in un camino e, quando venne fuori il 1° febbraio, era tutta nera, completamente ricoperta di fuliggine. Afferma la leggenda che, da quel giorno, tutti i merli furono neri.
Esiste un'altra leggenda, che ha sempre come protagonista una merla completamente bianca e la personificazione di Gennaio, freddo e gelido.
Gennaio era un mese un po' dispettoso, perché si divertiva a ricoprire il terreno di neve e gelo non appena la merla si decideva a mettere il becco fuori dalla tana per procurarsi del cibo. Stufa di questi scherzi, un anno la merla decise di raccogliere molto cibo, in modo da resistere per un mese intero chiusa nella sua tana. Gennaio, che fino a quel momento durava solo 28 giorni, si indispettì e per punire la merla, aggiunse tre giorni al suo mese e fece scendere sulla Terra il freddo, accompagnato da neve e vento. Presa alla sprovvista, la merla trovò un rifugio di fortuna in un camino e, terminati i tre giorni, ne uscì tutta nera. E fu così che i merli divennero tutti neri.

Insomma, esistono molte spiegazioni per un'espressione usata comunemente nella lingua italiana.

merlo bianco
                   


27 gennaio 2015

il giorno della memoria



Dal diario di Anna Frank
Così scriveva Anna pochi giorni prima che i tedeschi irrompessero nell' alloggio segreto....
15 luglio 1944
..."Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’ intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.
la tua Anna"
Ecco, nonostante tutto, riuscire a guardare il cielo e sperare che la durezza e la stupidità umana possano cessare...