29 dicembre 2005

Anno vecchio

Ti ho ascoltato con attenzione. Ho creduto di comprendere quanto mi sussurravi di giorno in giorno.
Forse qualcosa ho compreso  nei giorni del dolore, dell’impotenza.
Forse molto ho lasciato che si disperdesse come volute di fumo nel vento dell’indolenza.
Eppure siamo stati fianco a fianco, ci siamo intrecciati, abbarbicati l’uno all’altra quasi temendo la separazione.
Tu credevi di possedermi, io m’illudevo
di conoscerti, di padroneggiarti, di poter disporre di ogni tua ora, quasi dimentica che il tempo si colma e si vuota sgranandosi in filigrana di momenti vissuti, sabbia fine che inesorabile scivola nella clessidra.                  
E così adesso te ne vai.
E non so se quello che abbiamo vissuto appartenga a te, se io sono stata soltanto una compagna occasionale.
Mi sei scivolato accanto, hai segnato in modo indelebile, ma vai sicuro senza voltarti indietro.
Perché io sappia che non tornerai, perché impari ad accettare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.                            
Te ne vai, con la tua valigia zeppa di cose vissute, di sogni accarezzati, di speranze riposte, di attese silenziose.
Mi lasci qui, nello schiamazzo generale, nell’euforia delle speranze nuove, nell’incertezza di ciò che sarà.
Addio vecchio anno!



Capodanno (A. F. Gutris)
                      

19 dicembre 2005

Natale

Sto attraversando un momento particolare, per cui ho poco tempo da dedicare al blog e agli amici. Non sempre le cose vanno come vorremmo; tuttavia è necessario affrontarle per cercare di superare i momenti critici.
La poesia seguente rispecchia il mio sentire, ma mi manca il caldo buono e le quattro capriole di  fumo….

Non ho voglia                

di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

              G. Ungaretti

14 dicembre 2005

un tentativo

Oggi ho ripreso a gironzolare, a leggere qualche blog, a lasciare un breve saluto.
Pian piano tento di rimettere il naso fuori dal guscio...





13 dicembre 2005

Il cielo capovolto

Capita, ascoltando un brano, di non saper distinguere se sia canzone o poesia...




Che ne sarà di me e di te,
che ne sarà di noi?
L'orlo del tuo vestito,
un'unghia di un tuo dito,
l'ora che te ne vai...

Che ne sarà domani, 
dopodomani   

09 dicembre 2005

Rampicanti

                                             

                    
 Volendo aggrapparsi    
 al cielo,
 dei rampicanti
 tesi stretti
 invano abbracciano
 il nulla,
 gli si intrecciano:
 Infine si avvinghiano
 disperatamente
  l'uno contro l'altro.

                 Kikuo Takano - L'esistenza



05 dicembre 2005

libertà religiosa

Il Papa che mi fa riflettere sempre di più...L'accusa del Papa che ricorda la lezione del Concilio 40 anni dopo«Libertà religiosa minacciata dalla politica»«Anche dove è riconosciuta sulla carta, spesso viene ostacolata nei fatti
dal potere politico o dal relativismo culturale»
ROMA - La «libertà religiosa è ben lontana dall'essere ovunque effettivamente assicurata».
È l'accusa fatta oggi da Benedetto XVI prima della preghiera mariana dell'Angelus in piazza San Pietro.
Ricordando il documento dei padri conciliari sulla libertà religiosa, il Papa ha detto che «in alcuni casi essa è negata per motivi religiosi o ideologici; altre volte, pur riconosciuta sulla carta, viene ostacolata nei fatti dal potere politico oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell'agnosticismo e del relativismo».


                                                   

Benedetto XVI ha spiegato che le prime parole che danno il titolo al
documento approvato proprio 40 anni fa sono «dignitatis humanae»: «La libertà religiosa deriva dalla singolare dignità dell'uomo che, fra tutte le creature di questa terra, è l'unica in grado di stabilire una relazione libera e consapevole con il suo Creatore».

04 dicembre 2005

I giorni perduti

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa su di un camion. Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all'estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone. Kazirra scese dall'auto e andò a vedere.

01 dicembre 2005