27 febbraio 2005

una quiete non mia


Oggi potrei non aggiungere nulla.
In realtà non c’è nulla da aggiungere se non la mia 
particolare tranquillità.
Una quiete non mia, una quiete che ha il sapore dell’impotenza.
Silenzio dentro e fuori.

Confusamente mi giunge un unico ossessivo rumore.
Con ostinazione qualcuno scalpella la mia opera, colpo su colpo infierisce su di essa per demolirla.
Non mi ribello, sono stanca, che distrugga pure. In fondo 
nulla è duraturo!
Non riesco a comprendere le motivazioni, ma compiango 
quella mano che sta distruggendo la parte migliore di me e, con me, distrugge quanto di buono ha in sé.

La tragedia della vita è ciò 


che muore dentro un uomo,


mentr'egli è ancora vivo.

Albert Schweitzer


                                                                                                                                                                                               

                                                                                             

26 febbraio 2005

sospesa


Avrei voluto svegliarmi sorridente e augurare “buona domenica”, invece sono qui con gli occhi pesti, la testa pesante, il cervello “rintronato”.
Non è bello sentire la nausea appena sveglia; neppure l’aroma del caffè riesce a darmi sollievo.


Eppure devo sbrigarmi, ho un bel mucchio di lavoro da portare avanti. Ecco, forse il lavoro manuale sarà un ottimo rimedio contro queste ondate di nausea. Così mi metto all’opera, ma devo scontrarmi con la mia realtà fisica.
Altri interrogativi si affollano alla mente; da troppo tempo sto pazientando, troppa incompetenza o leggerezza in giro.

Oddio! Come si fa a fermare il cervello?
Perché continua a pensare?
Oggi non c’è musica che basti, che trascini via questo fluire di pensieri grigi, melmosi, viscidi.
Vorrei poter fare una bella doccia cerebrale!


Se almeno tacesse la voce del dubbio che mi spinge a rimettere sempre tutto in discussione,
a scavare nel profondo del mio spirito e mi fa ricercare spazi di solitudine, pause di raccoglimento per riuscire a ritrovare il sapore del quotidiano.

Eccomi, isolata da tutto e tutti, sospesa fra il vortice della vita vissuta e l’ampiezza del cielo, tento di riaprire gli occhi, di rileggere con  visione diversa gli interrogativi dell’esistenza, sperando di rigenerarmi e di saper accettare me e gli altri.




24 febbraio 2005

occhi

Occhi che guardano, occhi che non vedono, occhi indifferenti.


Occhi che guardano, occhi che osservano, occhi che scrutano.


Scrutano nel profondo della mente, cercando di capire la
verità dell’altro.


Occhi adirati, occhi delusi, occhi in cerca di verità su misura.
Quando incontrano la verità, non la riconoscono, la deridono,
la calunniano.


E fuggono in cerca di verità soddisfacenti




"Ognuno vede ciò che si porta nel cuore" 
                                                                         Goethe

23 febbraio 2005

Eppure è qui!

Tento di rilassarmi in poltrona, mi sento particolarmente stanca. Chiudo gli occhi e ripercorro le ore del mattino; nulla di troppo negativo, nulla di significativo; ma ho
rivisto il sole, i prati verdi, le nuvole.


Ho ripreso un breve contatto con il mondo esterno.

Ed ora qui, nuovamente sola, nuovamente in silenzio.

Socchiudo appena gli occhi e soffermo lo sguardo sul quadro posto lì, sul cavalletto, di fronte a me.
Quella “natura morta” è viva più che mai.

Osservo con attenzione la trasparenza del vaso, il tocco sapiente di luce, la morbidezza del colore,la ricchezza dei particolari.
Ogni oggetto richiama alla memoria sprazzi della mia
fanciullezza: mi perdo…

E, immersa nella sensazioni di riascoltare quelle voci, di percepire quegli odori, lentamente mi affiora alle labbra un appello, una richiesta di aiuto.

Ma non ci sarà la sua mano a carezzarmi la fronte, non ci sarà la sua dialettica espressa con
voce suadente, non ci saranno le sue esortazioni a procedere sul sentiero più volte indicato.

Eppure egli è qui con me, attraverso la memoria, attraverso quell’opera della sua mano.

Così, mi lascio andare… 

20 febbraio 2005

la vera bellezza

Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili.
Per avere uno sguardo amorevole, cerca il lato buono nelle persone.
Per avere un aspetto magro, condividi il cibo con l’affamato.
Per avere capelli bellissimi, lascia che un bimbo li attraversi con le proprie dita una volta al giorno.

19 febbraio 2005

Circa l'amore

È duro, senza dubbio, non essere più amati
quando si ama; ma niente in confronto
a essere ancora amati quando non si ama più.       
                                                                  Georges Courteline




Tamara de Lempicka - Irene and her sisters

18 febbraio 2005

amore?

 
- Cara, se io sparissi ?
- Tesoro mio, lo so che prima o poi te ne andrai…come altri.
- Non soffrirai?
- Diciamo che, sapendolo fin dall’inizio, ho cercato di
immunizzarmi.
Ma tu, non devi sentirti legato, non voglio legarti, non sarebbe
amore come io l’intendo.
- Cara, dolcissima, non ti farò soffrire. Sei mia, mi piace sapere
che sei mia.
- Sono tua, accidenti, ti amo. Sono tua!




Cosa spinge due amanti a cercarsi,  a parlare di amore sapendo che
entrambi hanno altri legami?
E’ la passione?
E’ il desiderio di novità e nel sesso e nelle emozioni?
Nell’uomo potrebbe essere il soddisfacimento del suo EGO, del suo
bisogno di prendere e di dominare?
Nella donna?
In questo caso sa già di perdere, ha già provato l’abbandono, eppure è
pronta a prendersi quella porzione di gioia e di disperazione.
Mi piacerebbe conoscere fino in fondo le ragioni, ma la mente umana è
così complessa! 
Pur di rimanere aggrappati alla vita, si è disposti a fingere di vivere…




17 febbraio 2005


Spesso la musica mi trascina via, 
come l'onda la sabbia...



   
                                       

16 febbraio 2005

Il terrore

Finora ignoravo cosa fosse il terrore: ormai lo so.
E' come se una mano di ghiaccio si posasse sul cuore.
E' come se il cuore palpitasse, fino a schiantarsi,
in un vuoto abisso
.

Oscar Wilde






Melanconia - Giorgio De Chirico

15 febbraio 2005

amor non è




Amore non è se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l’altro si allontana.


Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la
tempesta 
e non vacilla mai.


Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;


se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai
scritto,
e nessuno ha mai amato.


                             William Shakespear

13 febbraio 2005

Se la fuga...


Se la fuga fosse la soluzione, credo che molti fuggirebbero.
Forse
 con il rimpianto di non aver osato, di non aver voluto
provare quel travolgente sentimento che ti prende, ti
trasforma, ti annienta, ti trasfigura…
Amare?
Non amare?
Grande dilemma che accompagna la storia umana, fin dalle sue
origini, dal tempo dei suoi dei…


Ami chi sa donarsi, ami chi sa annientare la ragionevolezza, ami
chi sa prendere e dare senza misura, ami chi sa fondere amore,
passione e trasformare due corpi e due anime in un’unica
sublime creazione.


Botticelli  (venere e Marte)

12 febbraio 2005

il dubbio

Confusa, incapace di trovare risposte, vorrei sospendere ogni pensiero…racchiusa nel mio guscio, sento i richiami del mondo esterno…rimanere sempre me stessa, ad ogni costo, oppure cominciare a pensare che la vita possa essere gestita calcolando profitti e perdite per ogni azione?Fino a che punto appaga l’orgoglio di guardarmi allo specchio e dire alla mia immagine: “non ho mai barato, non ti ho tradita, non devi mai abbassare lo sguardo.”?
In bilico tra il sentirmi sola e il bisogno di uniformarmi alle “regole” dei giochi comuni…
L’infinito bisogno di continua limpidezza e il bruciante  desiderio di voler provare una diversa dimensione…
quasi a voler avvalorare tesi pensate e non dette o appena sussurrate…


dubbio notturno


Nella notte il dubbio toglie il respiro. Il battito del cuore
sembra un suono estraneo al tuo corpo. E quel calore che
lento sale, ti avviluppa, trasuda, e ti raggela.

Il dubbio: compagno fedele, compagno crudele, pronto a
smontarti pezzo per pezzo il sogno costruito.

E l’animo se ne duole.

Così, nel dilemma tra desiderio, sogno, dubbio, timore di
nuovo dolore, affronti il giorno nuovo.

E ti senti già stanco…

11 febbraio 2005

Simposio

La giusta maniera di procedere da sé o di essere condotti da un
altro nelle cose d'amore é questa: prendendo le mosse dalle cose
belle di quaggiù, al fine di raggiungere il Bello, salire sempre di
più, come procedendo per gradini, da un solo corpo bello a due,
e da due a tutti i corpi belli, e da tutti i corpi belli alle belle
attività umane, e da queste alle belle conoscenze, e dalle
conoscenze procedere fino a che non si pervenga a quella
conoscenza di null'altro se non del Bello stesso, e così, giungendo
al termine, conoscere ciò che é il bello in sè.     
 

                                                                                                                              
                                                                          Platone


Il bacio (F. A. Rodin)